Archivio per febbraio 2012

Salimbeni & Santoni a SKY sport 24

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I numeri 10. Michel Platini.

Platini: il numero dieci strutturalista. Le varie parti compongono un tutto di bellezza impeccabile: quel tutto è la più limpida raffigurazione del genio che si possa immaginare. Ma è anche laido, astuto, sfrontato, proprio perché genio. Se scomponiamo Michael Platini, vedremo che egli ha tutto del dieci: ne ha l’eleganza, il carattere, la classe, i numeri. E ha anche tutto dello stile della squadra in cui ha militato, la Juventus. Un giorno l’Avvocato, assistendo all’allenamento alle punizioni di Platini, si lamentò che non le tirasse da più lontano, e che non usasse le sagome. Platini tacque, poi, quando Agnelli stava per uscire dal campo dallo stretto cancellino laterale, distante una cinquantina di metri, tirò una bomba che superò il patron da sopra la spalla e andò a infilarsi nel cancello.

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Videointervista per Valdarnopost

Andrea Tani di Valdarnopost ci intervista nel backstage del Fahrenheit Festival.

Tribuna della memoria. Parte 2.

“…ci si chiede che fine abbia fatto Baresi, saltano fuori nomi strani… Stromberg, Centofanti, Zavarov, Lalas, Bruno, Otero; c’è perfino chi, folgorato in una sua personale Damasco, ricorda Daniele Zoratto, il mediano brevilineo e un po’ sgraziato che una volta fu convocato in nazionale, a trentatré anni suonati, da Sacchi ovviamente, e da Sacchi, ovviamente, si passa a Baggio…”

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Due nuove recensioni

Giuliano Pavone, autore tra gli altri del romanzo a sfondo calcistico L’eroe dei due mari, ha recensito LADRB per Quasi rete, il blog letterario della Gazzetta dello Sport.

Segnaliamo inoltre questa recensione su Lettera, a firma Luigi Brasili, scritta a metà gennaio ma da noi scoperta solo adesso.

Un appuntamento e una recensione

Sabato 18 febbraio saremo ospiti del Fahrenheit festival, dove presenteremo il nostro romanzo. Ore 21:15, presso l’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini.

Segnaliamo altresì questa recensione a firma Raffaello Ferrante, per Mangialibri.

Alvaro e la Pinetina

Alvaro tirò fuori la paletta dalla tasca del grembiale e cominciò a scavare proprio sotto l’albero. Estrasse dalla buca una maglia nerazzurra. La scrollò dal terriccio. Sul retro c’erano il numero 10 e il nome ‘Baggio’:

<<Tenetela voi. È la maglia dell’ultima partita di Roberto all’Inter. Ricordate? Lo spareggio contro il Parma… Ah, quante ne ha dovute sopportare, prima. Anche lui era un esule, all’Inter. Senza che lo avesse scelto, o meritato. Ma nonostante tutto, in quella partita…>>

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