Archive for the 'Estratti' Category

Le diadora al collo

“Dove l’avete presa?”, ci chiese la ragazza.

“Che cosa?”

“Vi sto chiedendo dove avete preso questa sciarpa,” ripeté, quasi alterandosi.

“Era in un armadietto…”

“Era di Baggio,” disse con un filo di voce. “Non è vero?”

“Come fai a saperlo?”

“Come faccio a saperlo? L’ho riconosciuta. Io ricordo tutto di Baggio. Ditemi piuttosto come fate a avere voi questa sciarpa! Baggio… Com’era bello, eh? Ve lo ricordate? Bello e triste. Ve lo ricordate con quelle Diadora al collo?”

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Roberto Baggio è Ra

Roberto Baggio è Ra dall’occhio raggiante,

la cui luce tocca i nani

e li rende giganti.

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Il più bel gol di Roberto Baggio

Supponiamo arrivi un giorno in cui qualcuno ponga la fatidica domanda. Supponiamo sia sera, l’ora di cena. Un ritrovo fra conoscenti. La tavola è apparecchiata e gli ospiti cominciano a scambiarsi vassoi ricolmi di pietanze, caraffe di vino, olio, pepe e sale; qualcuno si alza per recuperare un coltello, altri fanno tintinnare i bicchieri per un brindisi, altri ancora mangiano in silenzio. Supponiamo adesso che qualcuno, un provocatore, metta la mano sulla mia spalla e domandi:

<<E il nostro amico, qua, che se ne sta zitto a mangiare, che ne pensa? Qual è il gol più bello di Roberto Baggio?>>

Ecco, in quel preciso istante, smetterei di mangiare. Ci sarebbe un tintinnare di posate, un soffio di gelo. Sulla tavola calerebbe il silenzio…

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Alvaro e la Pinetina

Alvaro tirò fuori la paletta dalla tasca del grembiale e cominciò a scavare proprio sotto l’albero. Estrasse dalla buca una maglia nerazzurra. La scrollò dal terriccio. Sul retro c’erano il numero 10 e il nome ‘Baggio’:

<<Tenetela voi. È la maglia dell’ultima partita di Roberto all’Inter. Ricordate? Lo spareggio contro il Parma… Ah, quante ne ha dovute sopportare, prima. Anche lui era un esule, all’Inter. Senza che lo avesse scelto, o meritato. Ma nonostante tutto, in quella partita…>>

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Il sorriso di Mazzone

Qualcuno lo ha amato, poi, Baggio? Qualcuno gli ha voluto bene davvero? Uno Schillaci, un Hubner non potevano amarlo per i suoi assist: era gratitudine, stupore, quasi paura, ché come ha dato può togliere. Solo Mazzone poteva amarlo. Perché Baggio richiede dedizione, a Baggio non puoi far domande, e il tuo amore non sarà mai equilibrato, perché non importa quanto puoi star male tu, quello che soffre sarà sempre lui. E non importa quanto sarai bravo a schierare la squadra in campo, quello che farà i prodigi sarà sempre lui. A Baggio serviva un padre così vecchio e saggio da non poterlo invidiare: ci pensi tu Roberto? E Roberto ci pensa, prima cercando il mondiale, poi, ancora più bello, ancora più amato, continua a giocare e segnare, solo per la voglia di sentire ancora una volta quel dolore alle ginocchia e vedere quel sorriso sul volto del vecchio…
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Vincere un mondiale con Roberto Baggio

Roberto Baggio è stato una parentesi singolare nella storia del calcio italiano. Forse era un brasiliano o forse un alieno. Sicuramente era maledetto, perché non ha vinto. E meno male! Una vittoria con Baggio ai campionati del mondo sarebbe stato un precedente letale. Vincere con Roberto Baggio sarebbe stato un trauma troppo doloroso per lo spirito italiano. E sapete perché? Perché sarebbe stato troppo bello. Un mondiale con Baggio? Come avremmo potuto vivere da quel momento in poi? Saremmo finiti in un’illusione eterna. Saremmo impazziti, altroché!

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L’ammiraglia di carta azzurra

Usa 94′. L’ammiraglia di carta azzurra si prepara a farsi ingoiare dall’Atlantico, finché Baggio indossa il cappello da capitano in Italia-Nigeria. Lo ricordo come se fosse ora. Era un estate caldissima, anche in città sembrava di stare sulla spiaggia. Baggio, invece, dall’altra parte del mondo…

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