Posts Tagged 'Fiorentina'

Il più bel gol di Roberto Baggio

Supponiamo arrivi un giorno in cui qualcuno ponga la fatidica domanda. Supponiamo sia sera, l’ora di cena. Un ritrovo fra conoscenti. La tavola è apparecchiata e gli ospiti cominciano a scambiarsi vassoi ricolmi di pietanze, caraffe di vino, olio, pepe e sale; qualcuno si alza per recuperare un coltello, altri fanno tintinnare i bicchieri per un brindisi, altri ancora mangiano in silenzio. Supponiamo adesso che qualcuno, un provocatore, metta la mano sulla mia spalla e domandi:

<<E il nostro amico, qua, che se ne sta zitto a mangiare, che ne pensa? Qual è il gol più bello di Roberto Baggio?>>

Ecco, in quel preciso istante, smetterei di mangiare. Ci sarebbe un tintinnare di posate, un soffio di gelo. Sulla tavola calerebbe il silenzio…

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I numeri 10. Giancarlo Antognoni.

Giancarlo Antognoni: il Signore dalla Sfera di Cuoio. Il numero dieci pitagorico.   È l’intera tabellina tattica del due, allo stesso tempo un quattro, un otto, un dieci. I suoi lanci sono un perfetto esempio di geometria applicata, i suoi gol un connubio fra le potenze delle natura e le arti umanistiche. Al numero dieci offre l’eleganza del baronetto, la prestanza del puledro e un tocco di romantica sventura. Un colpo alla testa lo costringe a lottare fra la vita e la morte, e a perdere uno scudetto; un infortunio lo costringe a saltare la finale dei mondiali di Spagna. Uomo squadra, fantasista per diritto, regista di fatto, goleador mancato, gioca osservando il cielo stellato sopra di lui.

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Baggio e il San Paolo

Quando entrammo nel caffè il brusio della piazza si tramutò in un vespaio. Sembrava di essere tornati indietro di vent’anni. Un ragazzino con la sciarpa viola beveva boccali su boccali di birra; dei vecchi decrepiti sospiravano e bevevano gazzosa in un angolo, una bambina stringeva un Super Tele rosso e nero, un bambino con un codino riccio muoveva dei pupazzetti idrocefali in maglia azzurra da una parte all’altra del bancone; un cameriere inciampava nella folla inneggiante e inneggiava a sua volta, ma lo sguardo di ognuno era concentrato lassù.

“Roberto.” Disse qualcuno. Alzammo lo sguardo. A pochi metri stava un vecchio Séleco. Dentro il Séleco scorrevano le immagini del San Paolo in festa e di un campo verde che a poco a poco si riempiva di calciatori…

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