Posts Tagged 'Napoli'

Il più bel gol di Roberto Baggio

Supponiamo arrivi un giorno in cui qualcuno ponga la fatidica domanda. Supponiamo sia sera, l’ora di cena. Un ritrovo fra conoscenti. La tavola è apparecchiata e gli ospiti cominciano a scambiarsi vassoi ricolmi di pietanze, caraffe di vino, olio, pepe e sale; qualcuno si alza per recuperare un coltello, altri fanno tintinnare i bicchieri per un brindisi, altri ancora mangiano in silenzio. Supponiamo adesso che qualcuno, un provocatore, metta la mano sulla mia spalla e domandi:

<<E il nostro amico, qua, che se ne sta zitto a mangiare, che ne pensa? Qual è il gol più bello di Roberto Baggio?>>

Ecco, in quel preciso istante, smetterei di mangiare. Ci sarebbe un tintinnare di posate, un soffio di gelo. Sulla tavola calerebbe il silenzio…

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I numeri 10. Diego Armando Maradona.

Maradona, l’insuperabile. Il numero dieci per eccellenza ed eccedenza. Paradigma del genio e pirata della vittoria. Egli è l’eccesso trionfante esultante dilagante, il cuore di una città e di una nazione. Diventa mito, religione dell’umano. Diventa napoletano, più acclamato di San Gennaro. Impertinente all’inverosimile, ogni gesto lo rappresenta e rappresenta il numero dieci. I suoi assist sono gesti di una sfrontatezza inaudita, verso avversari, compagni e destino. Agli avversari dimostra la propria superiorità; ai compagni rammenta l’impossibilità di rubargli il palcoscenico, sia pure con i gol; al destino lancia una sfida, dimostrando che può fare di tutto, ma proprio tutto: persino essere generoso.

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Baggio e il San Paolo

Quando entrammo nel caffè il brusio della piazza si tramutò in un vespaio. Sembrava di essere tornati indietro di vent’anni. Un ragazzino con la sciarpa viola beveva boccali su boccali di birra; dei vecchi decrepiti sospiravano e bevevano gazzosa in un angolo, una bambina stringeva un Super Tele rosso e nero, un bambino con un codino riccio muoveva dei pupazzetti idrocefali in maglia azzurra da una parte all’altra del bancone; un cameriere inciampava nella folla inneggiante e inneggiava a sua volta, ma lo sguardo di ognuno era concentrato lassù.

“Roberto.” Disse qualcuno. Alzammo lo sguardo. A pochi metri stava un vecchio Séleco. Dentro il Séleco scorrevano le immagini del San Paolo in festa e di un campo verde che a poco a poco si riempiva di calciatori…

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