Posts Tagged 'Roberto Baggio'

Sergio Meda su Sportivamente-mag

Sergio Meda recensisce L’ascensione di Roberto Baggio per Sportivamente-mag.

Due appuntamenti e tre segnalazioni

Sono imminenti due uscite pubbliche di LADRB:
mercoledi 18 aprile alle 21:00, lo presenteremo al Teatro Dante di Campi Bisenzio, nell’ambito di “Un mercoledì da scrittori”, mentre giovedi 19 aprile alle 21:30, saremo ospiti dell’associazione Altrababele, in via Gandusio 10 a Bologna.

Riportiamo inoltre tre segnalazioni del romanzo, apparse rispettivamente sul Mascalzone, su Goal e su Agoravox.

Roberto Baggio è Ra

Roberto Baggio è Ra dall’occhio raggiante,

la cui luce tocca i nani

e li rende giganti.

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I numeri 10. Pelé.

Pelé: il numero dieci antropologico. È fin troppo facile: Pelé è il genio nero in bianco e nero, il seme della mitologia verdeoro, il disco dal quale si dipanano
i fili e i raggi delle generazioni a venire, il padre fondatore e l’eterna pietra di paragone. I suoi assist sono una sconfitta personale – per una volta non sono riuscito a segnare! – i suoi gesti sono secchi ed eleganti, nascono già scolpiti nella storia del calcio. È una punta, come negarlo, ma per classe, nobiltà e straripante potenza non può che appropriarsi anche del 10.

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Il più bel gol di Roberto Baggio

Supponiamo arrivi un giorno in cui qualcuno ponga la fatidica domanda. Supponiamo sia sera, l’ora di cena. Un ritrovo fra conoscenti. La tavola è apparecchiata e gli ospiti cominciano a scambiarsi vassoi ricolmi di pietanze, caraffe di vino, olio, pepe e sale; qualcuno si alza per recuperare un coltello, altri fanno tintinnare i bicchieri per un brindisi, altri ancora mangiano in silenzio. Supponiamo adesso che qualcuno, un provocatore, metta la mano sulla mia spalla e domandi:

<<E il nostro amico, qua, che se ne sta zitto a mangiare, che ne pensa? Qual è il gol più bello di Roberto Baggio?>>

Ecco, in quel preciso istante, smetterei di mangiare. Ci sarebbe un tintinnare di posate, un soffio di gelo. Sulla tavola calerebbe il silenzio…

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Il Generale & Ludus Pinski – Non È Un Miraggio! Roberto Baggio

Un canto della memoria

Roberto Baggio è un uomo.

Ma è anche un miracolo.

Ed è pure un miraggio.

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I numeri 10. Diego Armando Maradona.

Maradona, l’insuperabile. Il numero dieci per eccellenza ed eccedenza. Paradigma del genio e pirata della vittoria. Egli è l’eccesso trionfante esultante dilagante, il cuore di una città e di una nazione. Diventa mito, religione dell’umano. Diventa napoletano, più acclamato di San Gennaro. Impertinente all’inverosimile, ogni gesto lo rappresenta e rappresenta il numero dieci. I suoi assist sono gesti di una sfrontatezza inaudita, verso avversari, compagni e destino. Agli avversari dimostra la propria superiorità; ai compagni rammenta l’impossibilità di rubargli il palcoscenico, sia pure con i gol; al destino lancia una sfida, dimostrando che può fare di tutto, ma proprio tutto: persino essere generoso.

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I numeri 10. Michel Platini.

Platini: il numero dieci strutturalista. Le varie parti compongono un tutto di bellezza impeccabile: quel tutto è la più limpida raffigurazione del genio che si possa immaginare. Ma è anche laido, astuto, sfrontato, proprio perché genio. Se scomponiamo Michael Platini, vedremo che egli ha tutto del dieci: ne ha l’eleganza, il carattere, la classe, i numeri. E ha anche tutto dello stile della squadra in cui ha militato, la Juventus. Un giorno l’Avvocato, assistendo all’allenamento alle punizioni di Platini, si lamentò che non le tirasse da più lontano, e che non usasse le sagome. Platini tacque, poi, quando Agnelli stava per uscire dal campo dallo stretto cancellino laterale, distante una cinquantina di metri, tirò una bomba che superò il patron da sopra la spalla e andò a infilarsi nel cancello.

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Tribuna della memoria. Parte 2.

“…ci si chiede che fine abbia fatto Baresi, saltano fuori nomi strani… Stromberg, Centofanti, Zavarov, Lalas, Bruno, Otero; c’è perfino chi, folgorato in una sua personale Damasco, ricorda Daniele Zoratto, il mediano brevilineo e un po’ sgraziato che una volta fu convocato in nazionale, a trentatré anni suonati, da Sacchi ovviamente, e da Sacchi, ovviamente, si passa a Baggio…”

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Un appuntamento e una recensione

Sabato 18 febbraio saremo ospiti del Fahrenheit festival, dove presenteremo il nostro romanzo. Ore 21:15, presso l’Auditorium Le Fornaci di Terranuova Bracciolini.

Segnaliamo altresì questa recensione a firma Raffaello Ferrante, per Mangialibri.




In tutte le librerie.
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